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Oggi Roberto P. era in forma e siamo andati via veloci e scorrevoli. Anche se faceva caldissimo. Ci siamo scambiati come al solito le moto e questo rende sempre più interessanti e divertenti le uscite. Poter provare una dopo l'altra moto diverse affina la sensibilità motociclistica perchè evidenzia e rende immediatamente palesi i punti di forza e le criticità dei singoli mezzi. Guidando sempre la stessa moto ci si assuefa, magari senza rendersene pienamente conto, a difetti anche importanti perchè non si ha chiaro quale dovrebbe essere un corretto comportamento. Così frenate lunghe, forcelle che affondano mettendo in crisi stabilità e frenata, ammortizzatori posteriori secchi nelle risposte o inadeguati a supportare i trasferimenti di coppia del motore diventano con il passare del tempo caratteristiche normali. Più moto si guidano e più si capisce  in base al personale stile di guida come dovrebbe essere la propria moto ideale. Che deve essere la moto ad adattarsi al pilota e non viceversa. Perchè magari basta un olio diverso negli steli della forcella per permettere alla sospensione di copiare meglio la strada e rendere la moto più redditizia, veloce e scorrevole. Non ultimo, più sicura.

Oggi tutti hanno provato la nuova bmw 800R. Giudizio generale concorde (!). E' un'ottima moto, gran bel motore pieno e potente, ciclistica equilibrata e ben a punto. Anche i freni hanno pienamente convinto tutti. In più è moto facile dalla guida non impegnativa. Poi ci si chiede come mai bmw venda tanto... è semplice: costruisce ottime  moto, efficienti, personali, assemblate con cura ed anche per questo tengono il prezzo sull'usato. Magari si potessero dire le stesse cose di molte moto italiane.

Piano piano la honda cb 650 si sta conquistando il rispetto e l'approvazione di Nicola P. e Roberto P. Sono arrivati ad ammettere che tutto sommato è una buona moto... certo che... ma... Poi entrambi ci si trovano benissimo e sembrano esserci nati sopra tanta è la naturalezza con cui la guidano. Marco A. e Sir Francesco G. non visti, sghignazzano un po'

Quando si guida spesso non si è soddisfatti della propria prestazione, si sente che i limiti della ciclistica, delle gomme, della moto in generale, sono più elevati di quanto si riesca a sfruttare. Che si potrebbe fare di più e meglio senza per questo far venir meno i livelli di sicurezza. La traiettoria potrebbe essere più aperta, l'inclinazione maggiore e si potrebbe tradurre tutto questo in una percorrenza più veloce e redditizia. Marco A. vive costantemente questa frustrazione, gli sembra sempre di aver sbagliato, di aver piegato poco e male. Però quando esterna questo suo sentire non viene preso molto sul serio. Nicola P, che è persona pratica, ha efficacemente riassunto il pensiero generale: se quando scende dice che ha piegato poco gli do un pugno sul casco...

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